Dagli anni ’40 ad oggi, la comparsa nei cieli di velivoli dalle forme insolite — dischi, triangoli o strutture sigariformi ha alimentato la fascinazione collettiva per l’ignoto. Negli ultimi anni, tuttavia, il dibattito si è progressivamente spostato dai confini della fantascienza ai tavoli di lavoro di agenzie governative e centri di ricerca. Quello che una volta veniva sbrigativamente bollato come “UFO” è oggi riquadrato sotto la sigla UAP (Unidentified Anomalous Phenomena), un cambio terminologico che riflette il passaggio da speculazioni popolari a un’indagine basata su rigorosi dati empirici. Tra spiegazioni…
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