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Terremoto a Norcia, panico a Roma. Precipita un ascensore. Chiuse le basilica San Paolo e San Lorenzo e le metro A e B

La metro A di piazza Re di Roma chiusa per verifiche (ansa)

La metro A di piazza Re di Roma chiusa per verifiche (ansa)

Un ascensore è precipitato in un palazzo di via Bartolomeo Cristofori, in zona Marconi a Roma, dopo la scossa di terremoto di stamattina. Sul posto Vigili del fuoco e Polizia municipale. Sono in corso verifiche dei pompieri per accertare le cause dell’incidente. Dalle prime informazioni sembrerebbe che fosse vuoto. Crepe in uno stabile sempre in zona Marconi in via Oderisi da Gubbio. Tanta paura anche nella capitale per la forte scossa di terremoto che stamani alle 7:40 ha sconvolto il centro Italia. Tante gente per strada, anche in pigiama,  sia in centro che nelle periferie. Numerose le chiamate ai vigili del fuoco, ma non ci sono segnalazioni di crolli. Crepe e cornicioni sono caduti nella basilica di San Paolo. Secondo quanto si è appreso, la chiesa è stata chiusa per effettuare le verifiche. Segnalato anche il distacco di uno dei supporti che tiene un grosso candelabro. Sul posto vigili del fuoco e polizia.  Verifiche anche nella basilica di San Lorenzo a Roma per frammenti di calcinacci caduti nella navata. La richiesta d’intervento è arrivata dal parroco ed è stata chiusa la parte della navata interessata in attesa dell’arrivo dei pompieri per le verifiche.
A Circonvallazione Clodia, al civico 88 è stata confermata una lesione tra due edifici  con leggero distacco

I trasporti Intanto la metro A e la metro B sono chiuse per verifiche tecniche. La metro C è tornata regolare, così come la Roma-Lido e la Roma-Viterbo. Lo rende noto l’Atac. E’ stato attivato un servizio di bus sostitutivi per le metro chiuse. Sulle linee Termini – Centocelle. Sulla tratta extra urbana della linea Roma – Viterbo, il treno 1700 è stato cancellato da Catalano a Viterbo; il treno 1701 è stato cancellato da Riano a Montebello.  Gli agenti del gruppo Mare stanno chiudendo il traffico stradale sul cavalcavia in Via Chierchia, a Ostia a causa delle crepe. Chiuso il ponte di Ariccia.

A Tor Pignattara, chiuse al traffico via Gabrio Serbelloni tra Via Ciro da Urbino e Via Muzio Oddi per verifiche alla  stabilità.
L’ufficio stampa della Presidenza della Repubblica, inoltre, ha comunicato che è stata disposta, in via precauzionale, la sospensione delle visite al Palazzo del Quirinale. E’ stato anche deciso di rinviare il concerto previsto per oggi alla Cappella Paolina per consentire i necessari controlli di sicurezza sulle strutture.

Verifiche sono in corso anche sul Colosseo e sull’intera area archeologica di Roma in seguito al terremoto che questa mattina ha colpito il centro Italia. Al momento non si riscontrano conseguenze.

Le testimonianze Anche nel quartiere Trieste è tremato tutto. Cascano libri, si rompono cornici, i letti ballano, gli alberi si scuotono. In un attimo l’intero quartiere si è riverso per strada, sono quasi le otto di domenica e in piazza Verbano sembra mezzogiorno.  Così tanta gente insieme non si è mai vista. Il parco Virgiliano è pieno di famiglie e bambini. Laura è ancora in pigiama. È scesa con il figlio di cinque anni e il marito, tutti in pigiama. Un bambino sta sulla panchina. È senza scarpe. “Stavamo facendo colazione quando è partito il primo botto” dice Giovanna. “Ci siamo messi sotto i muri portanti accanto alla porta, come ci hanno spiegato. È stato terribile. Adesso aspettiamo la seconda. Su non ci torniamo”.

Marta Nardone, architetto, è  in strada con il marito Stefano e il figlio: “non sapevo cosa fare: la prima cosa che mi è venuta è stata aprire la porta spalancarla, ho preso il bimbo in braccio e mi sono resa conto che non sarebbe servito: poi ho sentito le urla della gente nel palazzo e mi sono spaventata ancora di più. Ci siamo messi sotto un muro portante perché ci siamo resi conto che non Potevamo scendere ne dalle scale ne con l’ascensore. Potevamo soltanto aspettare. Quando siamo arrivati in strada c’era tutto il quartiere. Per fortuna è una bella giornata. E per ora non torniamo: incontriamo tanti persone e ne parliamo con tutti, perché forse  sentirsi uniti e condividere in questi momenti è l’unica cosa che ti fa sentire meglio”.

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