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Terremoto in Nepal: oltre 4.000 vittime. Morti 4 italiani, 40 sono irreperibili. Nuove scosse

Emergenza sfollati: nessun soccorso, ora è rischio epidemie

Terremoto in Nepal: oltre 4.000 vittime. Morti 4 italiani, 40 sono irreperibili. Nuove scosse

Terremoto in Nepal: oltre 4.000 vittime. Morti 4 italiani, 40 sono irreperibili. Nuove scosse

Sono oltre 4000 i morti del terremoto in Nepal, secondo l’ultimo bilancio ufficiale, ancora provvisorio. Quattro le vittime italiane. E secondo la Farnesina, in Nepal 40 italiani sono ancora irreperibili.

Renzo Benedetti e Marco Pojer sono stati travolti da una frana mentre stavano facendo trekking a 3500 metri di quota nella Rolwaling Valley. Lo raccontano due compagni di spedizione, Iolanda Mattevi, ferita, e Attilio D’Antoni, illeso, ricoverati entrambi all’ospedale di Kathmandu.

Sono morti anche Oskar Piazza, del Soccorso alpino del Trentino Alto Adige, e Gigliola Mancinelli, 51 anni, di Ancona, due dei 4 speleologi dispersi. “Vado a prendermelo – dice all’ANSA la compagna di Piazza -. Sembra impossibile a tutti”. Salvi gli altri due compagni: Giuseppe ‘Pino’ Antonini, 53 anni, di Ancona, e Giovanni ‘Nanni’ Pizzorni, 52 anni, genovese, esperto torrentista. Gigliola Mancinelli aveva chiesto un cambio turno a lavoro per andare in Nepal. ”Ho ancora qui sul telefonino gli Sms che Gigliola mi ha mandato prima di partire: mi aveva chiesto un cambio di turno, ci teneva tanto ad andare…”. Il dottor Germano Rocchi è il responsabile del servizio di elisoccorso delle Marche. Gigliola Mancinelli, medico anestesista, era anche volontaria presso la base dell’elisoccorso di Fabriano. ”Era una bravissima anestesista e una carissima collega”, dice.

Lo speleologo italiano, Oskar Piazza

Lo speleologo italiano, Oskar Piazza

Allarme rientrato per un giovane veronese e una donna bergamasca di cui si erano perse le tracce. “Fiorella ha appena chiamato a casa, sta bene”, ha detto il papà. Anche lo scalatore veronese, Giovanni Cipolla, 24 anni, ha telefonato ai suoi familiari per rassicurarli. A causa del sisma anche in questo caso si erano interrotte le comunicazioni.

Il bilancio: oltre 4 mila vittime, ma la Caritas ne teme 6.000 – Sono oltre 4000 i morti del terremoto in Nepal, secondo il bilancio ufficiale nepalese. Il bilancio è ancora provvisorio, poiché non sono disponibili i dati di molti villaggi di montagna che i soccorritori faticano a raggiungere a due giorni dalla prima micidiale scossa. Secondo la Caritas i morti potrebbero essere anche 6 mila. “Si calcola vi siano già 5.000 feriti e migliaia sono sfollati e senzatetto”. Tante persone, impossibile dire quante, sono state inghiottite dai ghiacci nei crepacci sull’Everest. ”Abbiamo visto la morte in faccia”, ha detto l’alpinista Mario Vielmo, uno dei cinque italiani che hanno raggiunto il laboratorio Piramide dell’associazione Ev-K2-Cnr, che si trova a 5.050 metri di quota sul versante nepalese dell’Everest.

Quasi 2 milioni i minori bisognosi di aiuti – Sono quasi due milioni i minori in Nepal che hanno bisogno di aiuto. Lo rende noto Save the Children calcolando 30 su 75 i distretti colpiti dal grave sisma, soprattutto nella regione occidentale e centrale.

Continuano le scosse – Nuova scossa di magnitudo 5,1 nella stessa area colpita dal terremoto del 25 aprile. I dati sono stati rilevati dal sismografo della Piramide, rende noto l’Istituto Nazionale di Oceanografia Sperimentale (Ogs). Sono state almeno 45 le scosse di magnitudo superiore a 4.5 avvenute in Nepal dopo terremoto di 7.8. Due le repliche di magnitudo superiore a 6, la prima delle quali è avvenuta a 40 minuti dal terremoto principale. ”Altre repliche sono attese, anche nei prossimi giorni”, ha osservato il sismologo Amato. Una scossa di magnitudo 5.2 e’ stata registrata oggi in territorio indiano alla frontiera con il Bangladesh alle 18,06 locali, senza apparentemente causare vittime o danni gravi.

Gentiloni: Italia impegnata nei soccorsi, team a Kathmandu – L’Italia ha gia’ stanziato centinaia di migliaia di euro e ha inviato sul posto un team dell’Unita’ di crisi, ha detto il ministro Gentiloni. “Con il passare dei giorni – ha aggiunto – vedremo se ci sono le condizioni per operazioni di recupero dei beni culturali. Ora bisogna occuparsi soprattutto dei dispersi, dei feriti e degli italiani che sono bloccati e non riescono a ripartire”.

Emergenza sfollati, ancora nessun soccorso
 – Decine di migliaia di sfollati hanno passato la seconda notte all’addiaccio. Le autorita’ nepalesi non sono riuscite ad organizzare per ora la distribuzione di acqua, cibo e generi di prima necessita’. Molte famiglie, tuttavia, si sono attrezzate con mezzi di fortuna, portando da casa tende, materassi e il necessario per cucinare. C’e’ pero’ il timore del diffondersi di malattie per la mancanza di servizi igienici e della raccolta della spazzatura e nella maggior parte della capitale manca ancora la corrente elettrica e quindi molti servizi, come i telefonini e bancomat sono fuori uso. Internet e’ stato ripristinato soltanto stamane. L’aeroporto, intanto, e’ stato preso di assalto da decine di turisti stranieri, soprattutto vacanzieri indiani, ma anche diversi europei che sono in lista di attesa per rientrare.

Oms, servono subito 5 mln dlr per emergenza sanitaria – In Nepal sono necessari al più presto cinque milioni di dollari per una prima risposta umanitaria al disastro provocato dal terremoto. Lo afferma l’Oms, precisando che si tratta di una richiesta iniziale di sostegno finanziario di urgenza per l’emergenza sanitaria nel Paese. In un comunicato diffuso all’Onu, l’Oms spiega che “sono necessari ulteriori team medici stranieri che possano essere autosufficienti nelle loro operazioni”.

La Cei stanza 3 milioni per la prima emergenza – La Conferenza Episcopale Italiana ha deciso lo stanziamento dai fondi 8xmille di 3 milioni di euro, destinandoli alla prima emergenza.  Bloccati 200 alpinisti su Everest  – Almeno 200 alpinisti e guide nepalesi sono bloccati sul monte Everest per le valanghe causate dal terremoto. Guide, tutto distrutto, impossibile comunicare – “Un mio amico inglese è riuscito a mettersi in contatto con le guide nepalesi. La loro spedizione nella zona dell’Everest si è salvata. Gli hanno detto che il Nepal è distrutto e il terremoto si è abbattuto con forza proprio nel Langtang e che ci sono difficoltà enormi per comunicare. Loro non hanno notizie degli speleologi italiani”. Josè Scanu, tecnico del soccorso alpino di Genova ed amico di Giovanni “Nanni” Pizzorni, il torrentista di Recco scomparso insieme ad altri tre compagni durante una spedizione proprio in Nepal durante il terremoto s’aggrappa alle difficoltà di comunicazione per sperare che i quattro siano ancora in vita e che non riescano a contattare soccorritori e familiari.

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